Valtènesi

Valtènesi è il nome storico del territorio collinare a ovest del lago di Garda e, dal 2011, è anche divenuto il nome della denominazione d’origine controllata (doc) dei vini della zona.

Di fronte alla necessità di una migliore identificazione presso i consumatori e il mercato, i produttori hanno scelto di promuovere i propri vini attraverso il nome che da secoli rappresenta il loro territorio.

DUE VINI
La doc Valtènesi prevede due tipologie di vino basate sul Groppello che deve essere presente in una percentuale compresa tra il 50 e il 100 %:

1. il Valtènesi (inteso come vino rosso anche se “rosso” non si scrive in etichetta)
2. il Valtènesi chiaretto

Le altre uve che possono entrare nella composizione dei vini della doc Valtènesi sono quelle autorizzate in provincia di Brescia e oggi più diffuse sulla costa bresciana del lago di Garda, sostanzialmente Sangiovese, Barbera, Marzemino e Rebo. I vitigni internazionali sono limitati a un 10 % complessivo.

ZONA DI PRODUZIONE
La zona di produzione è costituita dal territorio dei comuni della Valtènesi storica (San Felice, Puegnago, Manerba, Polpenazze, Moniga, Soiano, Padenghe) allargato alla cerchia di colline moreniche retrostanti con terreni dalle caratteristiche pedologiche similari.
Per sintetizzare: le colline tra Salò e Desenzano.

Il disciplinare di produzione regolamenta la data di immissione al commercio dei vini doc Valtènesi: non prima del 14 febbraio per il Valtènesi chiaretto e non prima del 1° settembre per il Valtènesi.

In definitiva il Valtènesi è un vino territoriale a base di Groppello, niente di diverso da quello che sono per esempio il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Morellino di Scansano tutti vini territoriali a base di Sangiovese.

L'impegno dei produttori deve oggi essere quello di rendere riconoscibili i vini della Valtènesi attraverso la definizione di una matrice comune, da ricercarsi innanzitutto nel carattere dei suoli e nella dominanza del Groppello; e anche nelle proporzioni degli altri vitigni che comunque fanno parte da lungo tempo di una tradizione dell'utilizzo in blend di varie uve.
In questa logica la denominazione in etichetta dei nostri vini si trova oggi nel corso di un cambiamento che si concluderà nella seconda parte del 2013.

Il Garda classico Chiaretto doc è già divenuto Valtènesi Chiaretto doc e sarà commercializzato a partire dal 14 febbraio di ogni anno. Nessuna sostanziale modifica in bottiglia ma un convinto impegno perché venga riconosciuto il grande progresso qualitativo compiuto negli ultimi anni da questa tipologia di vino.
Sembra difficile non rendersi conto, se non per la pigrizia a modificare un pregiudizio, di un vino profondamente cambiato a partire dalla scelta del momento di vendemmia -anticipato rispetto alle uve per i vini rossi- e ancora di più in cantina con contatti con le bucce mediamente più brevi, con blend diversi dal passato tra le varie uve e, più importante di tutto, con la gestione in protezione dall’ossigeno di tutte le fasi dall’ammostatura all’imbottigliamento.
La Valtènesi probabilmente ha qui -nella crescita qualitativa e identitaria di un rosato moderno, delicato e fragrante, un pale rosè sullo stile dei provenzali ma con le nostre caratteristiche saline e sapide-  la sua carta più preziosa da giocare.

Passando ai vini rossi, riteniamo fondamentale per la semplificazione della comunicazione che il Valtènesi sia pensato come una pluralità di vini per ogni azienda; non deve assolutamente aggiungersi ai rossi aziendali ad impronta territoriale, bensì sostituirli.

Per questo, nel corso del 2013, con l'esaurirsi del Garda classico Groppello doc e del Campei Benaco bresciano igt dell'annata 2010, essi saranno sostituiti dal Valtènesi doc 2011 e dal Valtènesi Campei doc 2011.
Nel primo vi sarà una leggera diminuzione della percentuale di Groppello per giungere intorno al 70%, e il vino risulterà sostanzialmente immutato rispetto al Garda classico Groppello delle annate precedenti.

Nel Campei invece il Groppelllo sarà aumentato fino al 50% per rientrare nelle caratteristiche della doc Valtènesi. Stiamo lavorando sull'altro 50% per mantenere l'impronta di un vino -nel sapore, nella complessità e nella possibilità di invecchiamento-che è sempre stato riconosciuto come uno dei migliori rossi del nostro territorio.

Nella nostra idea attuale il Valtènesi uscirà dopo un anno/un anno e mezzo dalla vendemmia con le caratteristiche di un vino elegante, fresco e fruttato, mentre Il Campei continuerà a essere commercializzato un anno più tardi dopo un moderato contatto con il legno.
Ciò che con un linguaggio un po' superato si diceva un vino "riserva" o "superiore" rispetto al suo "base di annata".

Infine il Malborghetto Benaco bresciano igt resterà tale e quale nel contenuto e nel nome.
Un vino basato sul Rebo e sul Merlot, poco territoriale e molto caratterizzato dai vitigni, cimento strettamente aziendale nel solco della tradizione dei grandi rossi italiani da invecchiamento.

Senza voler mettere troppa enfasi, siamo convinti che la nuova doc Valtènesi rappresenti un'occasione storica per i produttori della costa bresciana del lago di Garda; ma anche che possa avere una valenza ben più ampia con riflessi importanti sull'amministrazione del territorio, sullo sviluppo turistico e sul futuro del paesaggio.
Un forte stimolo a lavorare sulla strada della qualità e dell'identità per valorizzare il prodotto vino e per vedere rinascere la viticoltura come forma di utilizzo redditizio e quindi di tutela della preziosa costa del lago più grande e più bello d'italia.